Al Bano non ci sta e chiede i danni all’Ucraina

Il cantante di Cellino San Marco è stato inserito nella blacklist degli artisti sgraditi al governo Ucraino e solo ora, si è deciso a passare al contrattacco

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Credits: Instagram @albano_carrisi

Il cantante pugliese è stufo: basta giocare in difesa!

Dopo essere stato inserito – ingiustamente a suo dire – nella lista nera degli individui considerati minaccia alla sicurezza nazionale dell’Ucraina, l’ex marito di Romina è passato all’azione.

Con l’aiuto del suo avvocato Cristiano Magaletti, Al Bano avrebbe minacciato di ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, invitando lo stesso ministro italiano degli Esteri a intervenire immediatamente per vie diplomatiche. L’obiettivo è ovviamente quello di ottenere la cancellazione del nome dalla blacklist: lista in cui, tra l’altro, compare anche il nome di Michele Placido tra i 147 artisti “sgraditi” al governo di Kiev.

Non è finita qui: il cantante vorrebbe anche ottenere un risarcimento danni in denaro che poi verrà devoluto in beneficenza a un ente ucraino.

«Non ci fermeremo: andremo sino a Strasburgo perché questo può diventare un pericoloso precedente. Al Bano è cittadino del mondo ed amico di tutti, deve essere libero di andare in Ucraina; chiediamo al nostro governo di intervenire immediatamente perché hanno ingiustamente attaccato il simbolo della canzone italiana» fa sapere in una nota l’avvocato Magaletti sottolineando che: «questa vicenda non deve essere trattata con superficialità ed ironia, ma va dibattuta con la rabbia di chi si trova a subire un’enorme ingiustizia».

Il perché dell’inserimento nella blacklist

L’avvenimento risale al 6 marzo scorso e le cause – per chi se la fosse perse – potrebbero essere fondamentalmente due: in primis, le simpatie espresse nei confronti del Presidente russo Vladimir Putin; e l’aver giustificato l’annessione violenta della Crimea nel 2014, strappata dall’Ucraina con uomini armati e un controverso referendum.