Ghali: com’è crescere con un genitore dietro le sbarre

Pubblicato il 28 Febbraio 2020

«Quando andavo a trovare mio padre in carcere credevo che tutti i bambini ci andassero, che tutti i miei compagni di classe avessero il padre in carcere. Ho imparato tante cose: sono stato tanto con i figli degli altri detenuti» ha raccontato Ghali, recentemente ospite nel programma televisivo L’Assedio condotto da Daria Bignardi. Il cantante di Baggio non ha mai nascosto di aver avuto un’infanzia particolare.

Avendo vissuto sulla propria pelle la realtà del carcere, in cui era solito andare a trovare il padre, si era convinto che avere un genitore dietro le sbarre fosse la normalità per la stragrande maggioranza dei bambini.

A Bollate, luogo in cui scontava la pena il padre, Ghali era solito trascorrere molto tempo: «Ho scoperto le farfalle per la prima volta. Nel carcere di Bollate una volta al mese potevamo fare un pranzo di tre ore, lì c’era un prato enorme dove i bambini andavano a giocare: c’erano un sacco di farfalle, è il mio primo ricordo sulle farfalle».



Non è un caso dunque che questi ricordi agrodolci abbiano ispirato il video di “I love you”, girato all’interno del carcere di San Vittore con la partecipazione di diversi detenuti. Non solo: anche la presentazione del singolo era avvenuta in quel particolare contesto.

Ghali ha appena pubblicato il nuovo album, DNA, che presenterà nei prossimi concerti previsti per l’8, 9 e 10 maggio 2020 a Milano.




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