Roberto Alessi


Roberto Alessi - programmi

Qualcuno ha scritto di me che sono un giornalista di lungo corso. Mi sembrava esagerato, troppo pomposo, poi mi sono reso conto che quando ho iniziato a lavorare le ragazze e i ragazzi di Radio LatteMiele non erano ancora nati e ho capito che forse non era un complimento. Certo, quando ho iniziato non c’erano ancora i computer, il web, però, piuttosto che niente, sono stato il primo giornalista italiano ad usarli.
Ero povero, ma grintoso, così sono riuscito a diventare giornalista in tempi in cui se non eri un cognome non andavi da nessuna parte. Ho lavorato alla Rizzoli, da Bella con Mara Santini Cefis ad Annabella con Maria Venturi, da Oggi con Paolo Occhipinti a Playboy con Paolo Mosca. Poi mi ha chiamato Edilio Rusconi (scrivevo per Gioia e Gente), quindi sono arrivato alla Mondadori (dove ho fondato Chi accanto a Silvana Giacobini di cui ero vice). Poi ho incontrato Urbano Cairo e sono andato da lui (con Diva e donna e Di Più, tornando a lavorare per Sandro Mayer che prima era a Gente).
Strozzato dai mutui ho scritto anche una ventina di libri (compresa la biografia di Gianni Versace che Gianni ha voluto scrivere con me) e sono riuscito a comprare casa.
Intanto era arrivata la radio (prima di LatteMiele sono stato un po’ in tutte quelle famose) e la tv dove ora parlo di cronaca rosa da Barbara d’Urso a Canale 5 e di cronaca nera da Eleonora Daniele su Rai1 a Storie italiane. Ma, pur non capendo una mazza di sport, mi chiamano nei programmi sportivi di Mediaset (bontà del direttore Alberto Brandi) perché è vero che non so nulla di sport, ma so tutto sui campioni (chiedere a Cristiano Ronaldo). Mi chiamano opinionista: un tempo sembrava una parola importante, oggi vengono chiamati così anche i tronisti e i personaggi del Grande Fratello, per cui ho capito che non è il caso di tirarsela.
Da una ventina d’anni, salvo qualche intervallo, sono direttore di settimanali (ora da sette anni ne seguo quattro, il più famoso è Novella 2000 dove nel 2013 mi ha voluto Alfredo Bernardini De Pace, editore di questa radio) e mi piace, anche se i giornalisti sono famosi, ma non tutti famosissimi per la loro simpatia (i più fanno le interviste, ma il loro sogno è essere intervistati, narcisisti come solo loro), ma ho sempre scritto per qualche quotidiano (compresi Il Giornale a Libero). Non mi manca nemmeno il web (sono direttore responsabile di Novella2000.it, con una decina di milioni visualizzazioni al mese, ma il merito va ai ragazzi che ci scrivono, il web è ben diverso dalla carta). Non sono certo un tipo da social, ma ci sono per evitare fake, visto che in passato ce n’erano una ventina che si presentavano col mio nome. Qualcuno vuole scrivermi? Mi trovate su Instagram e su facebook.


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