Milano good vibes: Mahmood ha incontrato il sindaco di Milano

Scritto da on 15 Marzo 2019

Il rapper Mahmood, vincitore della 69esima edizione del Festival di Sanremo 2019, è stato intervistato da un giornalista d’eccezione. A vestire i panni dell’interlocutore a caccia di notizie è stato, niente di meno che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala in camicia e jeans.

Il cantante di Soldi, non ha solo regalato una performance a cappella per i presenti ma, ha parlato della sua storia, delle preferenze musicali e del rapporto con la città di Milano. Non si è poi tirato indietro nel dare suggerimenti preziosi per migliorare la situazione dei giovani e dei quartieri più lontani dal centro cittadino.

Al Rocket Club, noto locale della movida milanese situato sull’Alzaia Naviglio Grande, è andato in scena l’incontro Milano Good Vibes. La scelta del nome dell’evento non è affatto casuale: si tratta di uno dei singoli del cantautore italo egiziano.

La Milano delle energie positive e delle possibilità è quella a cui punta il sindaco che ha definito il ragazzo un “Milanese Doc”.

La periferia

Chi meglio dell’artista cresciuto a Gratosoglio, tra mille sacrifici, poteva dare nuova luce al concetto di periferia milanese?

«Milano per me è casa, è la culla della mia musica. Sui tram e sugli autobus trovo ispirazione per la musica, ho scritto tante canzoni sulla 79. Non mi piace quando si denigra la periferia. A Gratosoglio è sempre stata casa a 360 gradi e l’ho sempre vissuto come un posto sicuro. Casomai mi sentivo meno a mio agio quando andavo in centro, con tutta quella folla. La periferia è fonte di creatività per chi fa un mestiere come il mio»

E qui è subito arrivata la battuta di Sala:

«Potresti fare l’assessore ai Trasporti visto come parli con scioltezza dei tram. E visto che dovremo aumentare il prezzo se vuoi portare avanti tu la questione..».

I Giovani

Milano deve offrire ai giovani: «più corsi di musica e in generale più spazio per l’arte. Per i giovani che hanno l’ambizione, sarebbe bello se nelle scuole pubbliche ci fossero più corsi musicali. Quando ci andavo io c’era solo chitarra, ma non era strutturato bene: servirebbero corsi di solfeggio e se ci fossero le persone potrebbero appassionarsi a questo mestiere, perché la musica è un mestiere».

Il consiglio numero uno ai coetanei e a chi lotta per costruirsi un futuro è stato: «Studiate e impegnatevi: poi le cose arrivano. Tu (rivolto a Sala) prima hai detto che non ce la fanno tutti, io dico che non ce la fa chi non vuole».

E per quanto riguarda i social, parte integrante della vita di ciascuno di noi:

«I social sono il primo informatore per i ragazzi di oggi, sono anche uno straordinario strumento per veicolare l’arte» – ma lo stesso Mahmood ne fa presente il rovescio della medaglia – «Dopo Sanremo mi dicevano tornatene nel tuo paese, ma io sono nato qua… Credo comunque che bisogna guardare il lato positivo dei social, quello negativo è fine a se stesso».

La politica

«Tra tutte le critiche in questo periodo mi sono sentito dare dell’immigrato. Io sto dalla parte della vita in generale, quando senti la storia di una mamma incinta che deve affrontare un viaggio da sola in treno e viene aiutata dagli italiani a partorire (è la storia di Fathma, la profuga che lo scorso febbraio è stata mandata via dal Cara di Porto in Puglia, ndr.), ecco io mi sento più dalla parte di quegli italiani» ha affermato il ragazzo, prendendo posizione in maniera più o meno evidente.

La musica

E per chi ancora punta il dito sulle conoscenze del cantante in ambito musica: «Mia mamma mi faceva ascoltare i cantautori italiani, Dalla, Battisti, De Gregori, e mio padre la musica araba. E anche se non mi piaceva molto, ora, vuoi o non vuoi, tornano quelle melodie. Io sono pro nuova musica italiana» – perché – «oggi ci sono tanti giovani cantautori che hanno voglia di fare e hanno talento».

Nella playlist di Mahmood ci sono colleghi italiani e artisti internazionali del momento come: «La rapper americana Noname. Sono in fissa con Venerus, ma mi piace tanto anche Supreme, che fa una trap molto internazionale». Che sia un modo indiretto per chiedere una collaborazione?


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