Negramaro: «l’amore ha vinto»

Pubblicato il 21 Marzo 2019

325mila presenze in 20 date sold out nei palazzetti e stadi in giro per la Penisola. L’Amore Che Torni Tour dei Negramaro ha lasciato il segno non solo in fatto di numeri ma anche di emozioni.

Un tour da record che Giuliano Sangiorgi ha voluto ricordare in tutti i suoi dettagli: dalla gioia di calcare il palco con i sui amici e colleghi, all’affetto del pubblico, al sollievo provato nel sapere che il chitarrista Lele Spedicato non li avrebbe abbandonati definitivamente ma si sarebbe solo preso una pausa forzata. 

Con l’ultima tappa ad Arcireale tenutasi il 19 marzo, il cantante ha deciso di tirare le somme e far scendere a tutti i lacrimoni con un toccante e lungo messaggio di ringraziamento postato sul suo account Facebook.

Vi riportiamo qui di seguito il testo:

«VITA!VITA!VITA! Inizio a odiare questo momento in cui sento forte, fortissimo il bisogno di scrivervi durante il tour, perché significa che siamo arrivati a fine corsa. Mi capita quasi sempre in questa fase. Con la mente torno ai miei tarli e con le dita riprendo a buttare giù pensieri, per non tenerli incastrati dentro. Altrimenti esploderei… Ultimo di venti concerti sold out in giro per tutta l’Italia e, dopo i sei stadi di quest’estate, la vostra partecipazione così massiccia e calorosa non era scontata. Non lo è mai, in realtà. Non mi abituerò mai alla vostra forza, alla vita, al cuore che mi ridate indietro ogni volta. Siete stati tutti lì ad aspettarci, pazienti e pieni di speranza, convinti che saremmo tornati più forti di prima, certi che il nostro guerriero Lele avrebbe vinto la sua battaglia in pochissimo tempo e avrebbe fatto ritorno da noi, da voi.

E così è stato! Lele è tornato, noi siamo tornati, l’amore è tornato e ha vinto, come non mai. Avete tutti un merito gigante in questo viaggio da sogno: avete urlato così forte al cielo il suo nome che non hanno potuto fare a meno di sentirvi e di lasciarlo andare. Ogni sera, in tre ore piene di musica e di voi, avete dileguato ogni dubbio che avessimo fatto un passo più lungo della gamba. Pensavo che non ce l’avrei mai fatta ad arrivare così forte fino alla fine, sono sincero. Ho chiesto personalmente a Lele che fosse lui ad aprire le danze a sorpresa, nel primo concerto di Rimini, perché senza la sua benedizione, senza il suo sorriso infinito non avrei mai potuto iniziare questo tour.
Non avremmo mai spostato #negramaroindoor2019 se non avessimo avuto l’aiuto di un piccolo, grande uomo come Giacomo Spedicato, il fratellino di Lele, cresciuto con noi in sala prove e diventato un ometto a colpi di chitarre rock e batterie incalzanti ( si, perché suona tutto lui!).  L’ho già scritto, ma lo voglio ripetere ancora proprio ora che tutto è finito e nella maniera più incantevole e meravigliosa possibile. E ne approfitto per dire grazie.

Grazie, Giacomo mio, perché senza di te non saremmo mai tornati a sognare in così breve tempo, perché non saremmo stati capaci di ritrovare la forza per noi e per il nostro Lele per tornare a ruggire come i leoni che siamo sempre stati. Grazie, perché a 23 anni hai preso sulle spalle tutto il peso della bellezza di quello che insieme a Lele abbiamo creato in quasi vent’anni di duro lavoro e, con silenzio e devozione fraterna, hai permesso che non si sgretolasse. Anzi, tutto è ancora un miracolo! E’ bellissimo! Ci hai resi orgogliosi anche questa volta, perché in te, ci siamo rivisti tutti e sei. Ora fai un bel respiro, apri le braccia e spicca il tuo volo. Sei un gigante, “Giacomino”! “Cosa c’è dall’altra parte, torna e dimmelo chiaramente, che non c’è niente!” ho cantato con voce timida a Rimini.
Lele è comparso a sorpresa sul palco, prima che lo show vero e proprio iniziasse il suo viaggio. Il palazzetto ha tremato, il mio cuore di più. In quel momento esatto ho realizzato: la missione era compiuta ed eravamo solo all’inizio. Ma la nostra missione era davvero compiuta! Lele era con noi, su quel palco, solo dopo pochissimi mesi da quel brutto incidente che avrebbe potuto cambiare la vita a tutti noi. Ha rimesso a posto il nostro destino Ora è il tempo di “ubriacarci insieme”, di vivere i nostri giorni, di diventare davvero padri e, con i nostri “scugnizzi” tra le gambe, di tornare a scrivere nuove pagine di musica, nell’attesa che tutto il nostro amore sia di nuovo su quel palco, insieme a voi, che con le vostre ccoreografie incredibili, con i vostri cori urlati contro il cielo, con le vostre lacrime, sorrisi e braccia tese avete reso questo viaggio ancora una volta indimenticabile. Grazie Erma, Andro, Pupillo, Data, Lele per la famiglia che siete diventati.

Non c’è un’altra storia come la nostra. Questa non è una storia semplice. Non è solo musica. Non sono solo canzonette. E’ tutta vita, che ci siamo scelti in quella nostra cantina nel Salento e che insieme difendiamo e alimentiamo, nutrendoci l’uno dell’altro, ogni santo giorno. Quando le luci si spegneranno, rimarrà questo grande esempio per chi vorrà riconoscerlo: insieme si può tutto! Anche riemergere dal buio più pesto. E ora luce per tutti!!! E vita!vita!vita!!! Eternamente grato, a voi tutti! il vostro Giuliano».

VITA!VITA!VITA!Inizio a odiare questo momento in cui sento forte, fortissimo il bisogno di scrivervi durante il tour,…

Publiée par Giuliano Sangiorgi sur Mardi 19 mars 2019



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