Sergio Sylvestre e “il mistero dell’Inno sbagliato”

Pubblicato il 18 Giugno 2020

Nella serata del 17 giugno Sergio Sylvestre – vincitore di  Amici 2016 – è stato chiamato a cantare l’Inno di Mameli in apertura della seconda serata di Coppa Italia: l’evento sportivo più atteso della stagione che ha visto il Napoli trionfare ai rigori sulla Juventus. Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2017, questa era la grande occasione di Sylvestre per accendere ancora una volta su di sé, i riflettori. Peccato che qualcosa sia andato storto.

 

L’Esibizione di Sylvestre

In uno Stadio Olimpico di Roma completamente deserto a seguito delle misure di sicurezza messe in atto per il contenimento del Covid-19, Sergio Sylvestre in piena interpretazione dell’Inno, si è stoppato sul verso “le porga la chioma” per poi dopo qualche attimo di esitazione, riprendere a cantare. L’errore però, è subito saltato all’orecchio di tutti i telespettatori collegati per assistere alla partita.


Giusto per mettere altra carne al fuoco, visto le polemiche che da questa mattina imperversano in rete, al termine dell’esibizione ha alzato il pugno al cielo urlando “No justice, no peace“, in riferimento al movimento di protesta Black Lives Matter.

La spiegazione di Sergio Sylvestre

Appena rientrato in camerino, capita la “pericolosità” della situazione, l’artista si è subito prodigato in una serie di Instagram Stories in cui spiegava l’accaduto: «È stata una serata molto emozionante, non sono mai stato così emozionato neanche quando sono stato ad Amici o a Sanremo. Sentire questo eco così forte, in uno stadio così vuoto mi ha fatto bloccare. Mi è venuta una tristezza molto forte, queste cose qui mi bloccano, perché mi coinvolge tanto. Vedere un palco così vuoto è un peccato solo questo».


Artisti che sbagliano le parole dell’Inno

Non è la prima volta che capita una gaffe di questo tipo. Già nel novembre 2012 la cantante lirica Katia Ricciarelli, durante l’incontro di rugby Italia – Nuova Zelanda sempre all’Olimpico, aveva dimenticato buona parte del testo e modificato la frase “Dov’è la vittoria” in “Dov’è la di Scipio”.

Anche in quel caso, insulti come se non ci fosse un domani.



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