achille lauro 1990
Credits: Instagram @achilleidol
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I viaggi di Achille Lauro ci portano nel 1990

Dopo il rock di “1969”, Achille Lauro ci fa viaggiare nel tempo alla volta della dance 1990, anno di nascita del nostro Gulliver

Allacciate le cinture, Achille Lauro ci porta nel 1990:

«Ciao, sono felice di scrivervi di nuovo. Continuo a ringraziarvi per quello che è stato fatto per me quest’anno, è così incredibile che, anche se dovesse interrompersi, comunque vi sarei debitore per sempre».

Con queste parole inizia la lettera, o per meglio dire la mail, di Achille Lauro destinata ai giornalisti. Non è la prima volta che il cantante si affida a questo tipo di comunicazione diretta e senza filtri.

«Sono successe tante cose. 1969 è stato un disco apprezzato da tantissime persone, comprese voi. Da oggi è in radio Delinquente, un brano punk / rock and roll a cui personalmente sono molto legato perché lo considero parte fondamentale dell’anima dell’album. Poi il tour, che parte ‪il 3 ottobre da Firenze e arriva a Roma (per due date), Milano, Bologna, Venaria Reale e Napoli. Con me ci saranno anche degli amici, dei colleghi e ovviamente sempre Boss Doms. E poi un grande onore, aprire il Premio Tenco ‪il 17 ottobre. Ma tutto questo lo avete visto sui miei social, lo sapete già»

continua il cantante, facendo un recap di tutti gli avvenimenti clou del 2019. L’obiettivo di Lauro non è però percorrere la memory lane ma:

«Vi scrivo per dirvi una cosa nuova. Avrei potuto continuare su questa strada e ricalcare all’infinito lo stesso sound. Ma la mia mente va altrove. Quello che ci imprigiona in qualcosa ci fa scomparire. Il tempo è un’illusione. Il senso d’amore, il senso del nulla. Questa piccola poesia ci accomuna. A volte ho paura di accorgermi un giorno di aver sbagliato, di aver perso del tempo che non tornerà, di aver trascurato le cose importanti per vivere una vita che non esiste. Mi sto fidando di voi. Siete i primi a cui svelo che sto fondendo tutto in un unico insieme».

I viaggi di Achille Lauro ci portano nel 1990

Un novità, un’inversione di rotta, un’ennesima rottura:

«Non esiste più nulla per me, i generi musicali sono solo gabbiette per topi. Pop, punk, rock, grunge, musica contemporanea. Sono un’unica cosa. Sto tornando con un’anima intima, malinconica, che è parte della vita. Sto prendendo i ricordi di quando ero bambino, che sono la parte migliore di noi, quella che forse tutti nascondono. Quel dolce rimpianto che ci lega profondamente».

L’annuncio del nuovo disco arriva al termine di una riflessione che ha riportato il poliedrico cantante indietro negli anni:

«Sono nato nel ’90. Ricordo che da bambino, e poi da adolescente, la musica che ascoltavo creava emozioni talmente forti da diventare oggi un ricordo a tratti malinconico. Erano gli anni delle boy band, la musica dance anni ’90 dominava i dancefloor di tutto il mondo, con quel suo sound inconfondibile e quel suo spirito libero ed euforico, emblema di una giovinezza spensierata. Erano gli anni in cui sono comparsi i ‪Daft Punk, Corona, gli ‪Eiffel 65 e Gigi D’Agostino solo per citarne alcuni. Alla fine del 2017, dopo aver scritto Rolls Royce e quasi l’intero album 1969, i ricordi d’infanzia e della mia adolescenza mi hanno portato alla mente le sonorità anni ‘90 e la musica dance.

È così che a gennaio 2018 abbiamo buttato giù il primo brano ispirato a ‪La Bouche. Da lì il passo è stato breve e abbiamo iniziato a scrivere la musica che ascolterete nel futuro disco, chiaramente rivista a mio modo ed in chiave estremamente intima e autoriale. Cosa vi sto svelando? 1990 sta arrivando».

«Il prossimo passo mi vedrà volare negli U.S.A. per completare questo lavoro che mi auguro possa piacervi tanto quanto Rolls Royce. Intanto un’anteprima del nuovo mood ve la svelerò durante questo tour»

conclude, pubblicando il nuovo taglio di capelli e le grafiche che caratterizzano questo nuovo viaggio del tempo.

Written by Sara Caironi

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