gabriele esposito in uno shooting
gabriele esposito in uno shooting Credits: IG @gabrieleespositomusic
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Gabriele Esposito: «Regalare emozioni in strada è la sensazione migliore»

Gabriele Esposito ci ha raccontato del suo percorso artistico e del futuro professionale. Leggi e ascolta l’intervista al cantante!

Gabriele Esposito ci ha raccontato del suo percorso artistico e del futuro professionale. Leggi e ascolta l’intervista al cantante!

 

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Gabriele Esposito: «Regalare emozioni in strada è la sensazione migliore»

Qui di seguito vi riportiamo l’intervista di Diego Belfiore ad Gabriele Esposito all’interno di Giovane Fuoriclasse: il programma pomeridiano di Radio LatteMiele in onda il venerdì dalle 21.00.

Da X Factor alla strada

1_ Ora sei in sala prove. Che cosa stai preparando?

Questo è il brano che stiamo suonando di più: da un’idea siamo passati all’arrangiamento e poi si lavora sui suoni. Alcuni brani devono essere eseguiti prima di essere prodotti.

2_ Sette anni fa sei andato a X Factor e poi hai organizzato un flashmob con Federico Baroni.

Sono stato eliminato ai bootcamp e il pubblico si è opposto alla decisione.

Questo mi ha dato, però, la possibilità di partire dalla strada e poi fare il concerto con Federico. Capì come dovevo fare musica e che filosofia seguire. Non mi sono bruciato al talent in questo modo (ride, ndr).

3_ Come reagì la redazione alla tua eliminazione?

Al Forum con Arisa ci fu un fuori onda: la produzione era in tilt perché non capiva cosa fosse successo, il pubblico protestava e io ero vicino alle scale indeciso sulle prossime azioni da fare.

Sono tornato l’anno dopo arrivando ai live, con i Maneskin ed Enrico Nigiotti. Mi ricordo che potevamo portare l’inedito prima della quinta puntata e io cantavo in inglese.

4_ Come è stato il contatto con la popolarità?

Fu un’esperienza di live, audizioni e persone: condividevo la musica e il lavoro con i professionisti. Non ero pronto nemmeno la seconda volta, ma confrontarsi con chi ha il tuo stesso sogno significa capire cosa puoi dare in concreto a quel mondo.

L’incontro con Napoli

5_ Poi ha iniziato a cantare in napoletano, coniugando l’influenza della musica degli anni 2000. Come è arrivato questo mix?

Ho mixato l’oltreoceano con la lingua napoletana che è evocativa e ha dei suoni che la rendono una musica a sé stante.

Io ero un artista di strada, ma non a Napoli perché cantare lì essendo del posto mi faceva paura (ride, ndr). Poi ho preso coraggio e ho suonato al Vomero: c’è cultura, suoni e ritmo.

Devi accogliere la realtà che ti circonda.

7_ “Me staje appennenn’ amò” è la cover di un brano di Liberato.

Sì, l’ho rilasciata dopo anni in cui la suonavo per strada.

8_ Come è suonare in strada oggi?

Per motivi di tempo vado di meno, ma non lo annuncio.

L’ultima volta ho conosciuto un ragazzino che, grazie a me, si è appassionato alla musica e alla chitarra: è bellissimo regalare emozioni a dei bambini.

9_ “L’unica” è la tua canzone con più streaming. 

L’ho cantata al Premio San Gennaro a Napoli e mi sono commosso.

10_ Ora cosa succederà?

Adesso stiamo registrando il videoclip, che sarà un tributo all’arte di strada.

Poi uscirà un singolo tra non molto e un album che fotografa questo momento a livello musicale.

Written by Redazione Lattemiele

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