Sanremo 2020: il “caso Junior Cally” è forse chiuso?

Pubblicato il 21 Gennaio 2020

Junior Cally resterà tra i cantanti in gara a Sanremo 2020 o almeno, ad oggi è così, senza se e senza ma. Il 4 febbraio il rapper romano calcherà il palco dell’Ariston come da regolamento. È questa la motivazione, il cavillo, che impedisce alle personalità contrarie di escludere il cantante.

Il regolamento del Festival non prevede infatti l’esclusione in corsa di un cantante a meno che non ci siano: «fatti di strettissima attualità, ovvero prossimi all’evento e tali da rendere obbligatoria una decisione radicale. E il rapper non sembra disposto al passo indietro spontaneo» come riporta HuffPost. La pena? Un maxi risarcimento danni.

Nonostante ciò, la situazione rimane un enorme punto di domanda.

Il testo incriminato

Si tratta di un brano del 2017 intitolato Strega che recita: “Lei si chiama Gioia / balla mezza nuda, dopo te la dà / Si chiama Gioia perché fa la tro.. / L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa / c’ho rivestito la maschera”.

Le accuse

Le 29 deputate che hanno inviato una lettera alla commissione di Vigilanza sulla Rai, all’amministratore delegato Fabrizio Salini, al cda RAI e all’Usigrai, hanno commentano così: «Tra i cantanti in gara è prevista la presenza del rapper per ragazzini Junior Cally, i cui testi – come già evidenziato alla Rai da molte associazioni di donne – sono pieni di violenza, sessismo e misoginia, appare evidente che la direzione artistica del Festival di Sanremo 2020 sia in palese contrasto con il contratto di servizio della Rai”».

Lucia Borgonzoni, candidata del centrodestra alle regionali in Emilia Romagna, su Facebook scrive: «Questo non è Sanremo. È Sanschifo. Uno schiaffo alle vittime e alle loro famiglie, al dolore, alle sofferenze inaudite delle donne sfregiate e violentate, un insulto senza precedenti a chi si è visto uccidere una figlia, una sorella, una compagna. Il “cantante” Junior Cally sul palco di Sanremo è disgustoso. Uno che incita al femminicidio, allo stupro, alla violenza non può esibirsi tra i big del festival nazional popolare più famoso del Paese davanti a un pubblico di famiglie, giovani e bambini. È indegno. Come donna prima di tutto e come politico denuncio con rabbia questo scempio, è un’offesa a tutte le donne, uno schiaffo alle famiglie delle vittime di femminicidio. Uno che canta “l’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la maschera” mentre si muove davanti a una giovane ragazza legata mani e piedi a una sedia e con un sacchetto sulla testa, mentre cerca, inutilmente, di liberarsi non è arte. È schifo, violenza, aberrazione»

Per Nicola Zingaretti: «quest’anno a Sanremo si trasmette un brutto messaggio, che offende le donne».

La risposta del management di Junior Cally

«Junior Cally non è sessista ed è contro la violenza sulle donne. In merito alle polemiche sui presunti contenuti sessisti dei testi di Junior Cally precisiamo che la posizione dell’artista è contro il sessismo, i passi avanti o indietro, e ovviamente – sembra banale dirlo, ma non lo è – contro la violenza sulle donne. Non capiamo, inoltre, se la polemica sia di carattere musicale o politica: della partecipazione di Junior Cally a Sanremo si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web».

Il video di Fiorello

A favore del rapper romano è intervenuto anche Fiorello che con un video in cui indossa una maschera, caratteristica propria di Junior Cally, ironizza sulla situazione attuale rivolgendosi al direttore creativo:

«Amadeus, ti sei messo contro tutti, ti mancano gli anziani (di’ qualcosa anche contro gli anziani) e, soprattutto, ti manca Fiorello. È l’unico rimasto che è ancora con te. Le donne ce l’hai tutte contro, la politica pure. Dammi del terrone e così hai fatto bingo. Io, in qualità di anonimo, proporrò per te la pena di morte: per quello che stai facendo, per quello che rappresenti. Da che eri un santo, ora sei l’uomo più cattivo d’Italia, un sessista. Vorrei dire una cosa alle 29 deputate che ti hanno accusato: proprio in politica cercate di fare un passo avanti, non state indietro. Voglio vedere un presidente della Repubblica donna o un presidente del Consiglio donna. Allora sì che avremo fatto un passo avanti. Non lamentatevi di Sanremo».



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