Momenti top e flop della prima serata di Sanremo2020

Pubblicato il 5 Febbraio 2020

«Sanremo è il sogno della mia vita da quando, trentacinque anni fa, ho cominciato a fare questo mestiere». Con questa parole, Amadeus ha dato il via alla prima serata della settantesima edizione del Festival di Sanremo 2020.

A seguire il suo ingresso, è l’amico e co-conduttore Fiorello che, dopo la baraonda pre-Festival, ha scelto di indossare la tonaca di Don Matteo perché «è il Festival delle polemiche e bisognava cominciare con qualcosa di forte, con un segno di pace».

L’edizione sembra essere iniziata con il piede giusto: 10 milioni di spettatori con il 52,2% di share.

Detto ciò, facciamo un bel riassunto dei momenti top e di quelli flop.

TOP: ACHILLE LAURO O PER MEGLIO DIRE, SAN FRANSCESCO

Più che una performance, si è trattato di una vera rappresentazione teatrale resa possibile da una minuziosa scelta dei costumi. A firmarli è nientemeno che Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci.

Achille Lauro ha interpretato: «La celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di San Francesco della basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà» come si legge sul profilo dell’artista.

A poche ore di distanza, è subito polemica. A puntare il dito è il presidente dell’associazione di tutela dei consumatori Udicon Denis Nesci: «Davanti a milioni di telespettatori, tra cui tantissimi bambini, è andato in onda uno spettacolo indegno, non siamo disposti a vedere scene come quella trasmessa in diretta nazionale su Rai 1, nel corso della prima puntata del Festival della Canzone Italiana. Che messaggio sarà arrivato ai tanti bambini che vedono insieme alle loro famiglie la televisione? Achille Lauro può cantare ciò che vuole naturalmente, ma c’è modo e modo per farlo, questo naturalmente va imputato anche alla direzione artistica che ha permesso oltre a questo, anche la presenza di Junior Cally, cantante che nel suo passato si mostra fautore della violenza sulle donne. L’obiettivo di ringiovanire il Festival di Sanremo non necessariamente deve passare dal portare sul palco dell’Ariston l’esibizionismo più sfrontato, questo non è più un Festival adatto a una prima serata di Rai 1».

A prescindere, citiamo un commento apparso sui social, come didascalia di un meme che vede Lauro in compagnia di J-Lo e Shakira: «Super bowl is for boys, Achille Lauro is for men».

TOP: IL RITORNO DI PEPPE VESSICCHIO E MALGIOGLIO VESTITO DA “POLTRONA DELL’ARISTON”

Al “dirige il maestro Bebbe Vessicchio” siamo stati travolti da una miriade di ricordi: ci siamo innamorati follemente.  Un po’ come Malgioglio della palette delle sedute. Il saluto in stile regina Elisabetta, poi, ha fatto il resto.

TOP: TIZIANO CHE SI COMMUOVE MENTRE CANTA MIMÌ

Sui social leggiamo: «date a Tiziano la vittoria, l’Oscar, il Telegatto, l’anima». Almeno tu nell’universo, con quegli occhi lucidi per la commozione, ci hai fatto sognare.

TOP: LA NONNA “MEME” DI DILETTA LEOTTA

Non capiamo se volesse dare un taglio alla pappardella fuori luogo della nipote o se quella, fosse la sua solita e impenetrabile espressione. Ciò che è certo è: darà il via a una serie infinita di meme.

FLOP: IL MONOLOGO SUL TEMPO E LA BELLEZZA DI DILETTA LEOTTA

Se, come ha detto la conduttrice stessa, con il tempo si può “inciampare sulla propria bellezza”, oseremmo dire che il suo è stato uno scivolone notevole. Più che inciamparci, c’è chi incappa in uno stile di vita che può sicuramente contribuire a rallentare e modificare i segni del tempo. Insomma, il caro vecchio: non sei brutta, sei solo povera.

Intervento utile e in gergo social, abbastanza cringe (inquietante).

TOP: IL LOOK EVERGREEN DI AL BANO E ROMINA

Una tunica e un cappello, la felicità. Contenti loro, contenti gli stylist, contenti tutti. Di fronte all’immensità delle loro canzoni che, riescono a smuovere una platea semi-sopita, non possiamo che inchinarci.

Un mezzo ruzzolone poi, stempera la tensione.

TOP: IL MONOLOGO DI RULA JEBREAL

La giornalista e scrittrice israeliana, consigliera del presidente Macron per il gender gap, analista di politica estera e docente di diritti umani presso l’Università di Miami, ha portato sul palco dell’Ariston il tema della violenza contro le donne e lo ha fatto con classe, risolutezza e sentimento.

Un’emergenza nazionale, ma anche internazionale, un dramma che riguarda tutti, di fronte a cui non si possono più chiudere gli occhi.

Dopo aver elencato dati agghiaccianti relativi alla drammatica situazione italiana e aver riportato le “parole giuste”di molte canzoni note, Rula ha concluso il monologo con quello che ci sembra un degno riassunto:

«Nessuno ci tolga il diritto di addormentarci con una favola. Non dobbiamo più avere paura. Noi donne vogliamo essere libere nello spazio e nel tempo, essere silenzio e rumore. Vogliamo essere musica».



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