Santi Francesi in un palazzo
Foto dei Santi Francesi in un palazzo Credits: IG @santifrancesi
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Santi Francesi: «X Factor? Come vivere in una bolla»

I Santi Francesi ci hanno raccontato del post X Factor e dei loro progetti futuri, live compresi. Leggi e ascolta l’intervista alla band!

I Santi Francesi ci hanno raccontato del post X Factor e dei loro progetti futuri, live compresi. Leggi e ascolta l’intervista alla band vincitrice!

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Santi Francesi: «X Factor? Come vivere in una bolla»

Qui di seguito vi riportiamo l’intervista di Francesco Bianco ai Santi Francesi all’interno di Wake Up: il programma mattutino di Radio LatteMiele in onda dal lunedì al venerdì dalle 9.00.

I Santi Francesi: X Factor e il ritorno sul palco.

1_ Santi Francesi, il nome d’arte, deriva dai vostri cognomi (Mario Francese e Alessandro De Santis, ndr), ma c’è anche un pizzico di Medioevo.

Sì, hai detto bene sul Medioevo. All’epoca, in Francia, c’era l’usanza di inventare santi solo per fare delle feste e omaggiarli. Abbiamo voluto riprendere questa tradizione.

2_ Com’è stato tornare alla vita reale dopo l’esperienza di X Factor?

Non c’è stato un vero e proprio ritorno alla normalità.

Sono stati due mesi carichi di esperienze che ci hanno dato molto. Rimangono uguali gli obiettivi, ma sono cambiati sia gli impegni sia le emozioni.

Abbiamo già fatto la prima data del tour (18 gennaio al Teatro della Concordia di Torino, ndr), che è andata molto bene.

3_ Siete stati dipinti come “possibili vincitori” già dalle audizioni. Questo ha pregiudicato il vostro percorso?

In verità no. In primis noi non ci abbiamo creduto fino all’ultimo.

Ci siamo costruiti una bolla, cosa che un talent già fa, e l’abbiamo assecondata. Eravamo lì per suonare e parlare sul palco con la nostra musica. È andato tutto bene.

4_ X Factor è un programma che ha un’energia pazzesca. Avete stretto anche delle collaborazioni con gli altri ragazzi. Un clima allegro aiuta a fare bene?

I legami che abbiamo stretto ci hanno aiutato moltissimo. Se vivi un’esperienza così tosta, due mesi senza un giorno di pausa, è meglio viverla con persone con cui vai d’accordo e ti diverti.

A Torino abbiamo avuto Iako (nome d’arte di Jacopo Rossetto, eliminato dal talent alla seconda puntata, ndr) come ospite e gli Omini (quinti classificati, ndr) sottopalco che pogavano sulle nostre canzoni.

5_ Voi eravate nella squadra di Rkomi. Siete rimasti in buoni rapporti?

Lui è pazzesco. Non abbiamo legato con gli altri giudici, perché non ci vedevamo molto, però siamo sempre stati cortesi.

Rkomi è come un fratello maggiore, ci ha dato lo spazio e i consigli giusti al momento giusto.

Santi Francesi: I fan? Li stiamo scoprendo ai live.

6_ Com’è il vostro pubblico ai live? Specialmente per essere un gruppo che non ha canzoni semplicissime.

L’approccio non cambia nelle varie date, però è strano. Vedendolo sotto il palco ci chiediamo quale sia l’originale, perché è molto eterogenero. Ci sono bambini, adulti, over sessanta e ragazzi giovani.

I nostri testi sono trattano tematiche importanti, questo è vero.

7_ Nei vostri desideri c’è Sanremo? Per chi tifate quest’anno?

Lo viviamo come tutto il resto: è una possibilità che non ci precludiamo.

Quest’anno era tardi, ma crediamo che ogni cosa abbia il suo tempo. Se dovesse accadere col pezzo giusto, perché no?

Non sei il primo che ci chiede per chi tiferemo. Rimaniamo coerenti e diciamo: I Cugini di Campagna.

8_ Nel vostro futuro cosa vedete?

Adesso siamo focalizzati sul tour, perché c’è stato poco tempo per organizzarlo da quando è finito X Factor, e la prima data.

Poi crediamo che ci sarà un gap. Pubblicheremo le canzoni del passato, che ci raccontano, e continueremo a scrivere e cantare al pubblico, per allargarlo.

9_ Che rapporto avete con i vostri fan? Rispondete sui social?

Prima non avevamo un rapporto chiarissimo, nel senso che non siamo stati persone espansive. Non ci siamo mai venduti sui social e non abbiamo mai raccontato di noi, incluso il privato.

Il rapporto è bello perché è legato alla musica. Adesso ci stiamo conoscendo, noi e in fan insieme, con il tour. Lo stiamo costruendo ora.

Rispondiamo poco. La variabile è la nostra salute: non vogliamo passare troppo tempo su qualcosa che non è reale, telefono e social.

Ora, conoscendo il pubblico tappa dopo tappa, lo stiamo scoprendo di un’educazione clamorosa e siamo molto felici.

Written by Redazione Lattemiele

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